Gli italo-americani festeggiano l'Ara Pacis

"NOI, figli del vecchio e nuovo mondo, ci riuniamo oggi per onorare le nostre comuni origini." Con queste suggestive parole il presidente della "Società di Studi Italici" di New York, John L. Mancini ha celebrato ieri mattina il duemillesimo anniversario della "Pax Romana." Il 4 luglio del 13 avanti Cristo, infatti, il Senato romano decretò la constitutio di un'ara alla "Pax Augusta" in onore dell'imperatore e in occasione del suo ritorno dalla Spangna e dalla Gallia. L'avvenimento riveste particolare interesse anche per la coincidenza di importanti date, quali l'anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti d'America, la risoluzione ONU dell'Anno della Pace, il programmato incontro di Reagan e Gorbaciov sul disarmo nucleare, il già avviato programma di Mario Cuomo "Due Case una Tradizione."

"La coincidenza di ricorrenze con la consacrazione della splendida Ara ci sorprende" - ha detto ancora Mancini - "Eppure questa puramente casuale. Il nostro governo: il suo Senato, la sua Camera dei Rappresentanti, la sua Suprema Corte, finanche l'Aquila che è il nostro simbolo, erano noti qui molte generazioni fa. C'è stato un periodo che vide il formarsi della moderna civiltà occidentale" - ha proseguito il presidente della società italo-americana - "quando il pensiero greco, la moralità giudeo-cristiana e l'umanesimo italiano si fusero per la prima volta sotto la guida di Roma Eterna. L'opera iniziata da Augusto 20 secoli fa rimane ineguagliata nella storia dell'arte di governo. Egli fu a capo di un impero composto da circa 80 miliono di uomini di diverse etnie, dividendo con essi i benefici della legge, della cittadinanza e della pace."

Alla cerimonia hanno preso parte l'assessore comunale alla cultura Gatto, la direttrice dei Musei Capitolini Mura Sommella e il consigliere per gli affari politici dell'ambasciata USA Robert D. Collins.

 

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