Restauri di L'Ara Pacis
Simbolo Antico E Nuovo Cuore Di Roma

    L'opera è tra la realizzazioni del Comune per il Giubileo del 2000.

    Duemila anni fa l'Ara Pacis era il simbolo visivo e il perno architettonico della Roma imperiale. Dopo le imprese di Spangna e di Gallia, l'altare fu innalzato - tra il 13 e il 9 avanti Cristo - per commemorare la pace ristabilita da Augusto entro i confini dell'impero romano. Il monumento è composto da due parti: al centro c'è l'ara vera e propria, mentre tutt'intorno gira un pannello marmoreo che presenta, in un raffinato bassorilievo, la "processione della pace": tra le varie figure ci sono Enea, la Terra, l'Italia e Roma.

    Nel 1568, nel corso degli scavi per la contruzione di Palazzo Peretti, furono scoperti in via in Lucina dieci frammenti marmorei del bassorilievo e tre secoli e mezzo dopo, nel 1902, vennero rinvenuti altri importanti pezzi nelle vicinanze, tanto che so poté procedette alla ricostruzione di quella che doveva esser stata in origine l'ossatura del monumento. Con l'avvento del Ventennio, il Duce decise di legare l'Ara Pacis al facismo, cosicché nel 1937 fece risistemare l'intera area con al centro il celebre Mausoleo d'Augusto, da cui la piazza prese nome. L'altare, un tempo simbolo della Roma antica, fu interpretato in una chiave retorica cara al regime.

    Forse è per questo, secondo alcuni, che la piazza caratterizzata dallo stile mussoliniano non è mai riuscita a "prendere vita," a divenire luogo di incontro, malgrado sorga nel cuore stesso della città. I romani sono rimasti indifferenti e per quanto importanti siano i resti archeologici che contiene, i suoi giardini sono visitati soltanto da turisti e, ogni tanto, dalle scolaresche in gita.

    Oggi si sta prepando il riscatto di quest'area del centro storico, complice la slenne ricorrenza del Giubileo del 2000. In vista delle numerose manifestazioni che si terranno nella capitale, il Comune ha stabilito di dare nuovo impulso alla piazza e restituirla ai cittadini. L'idea è di trasformare l'Ara Pacis in un museo piccolo, ma articolato, chiudendo al traffico il tratto laterale di via Ripetta, reso accessibile solo al pedoni, mentre sul Lungotevere verrà alzata una 'quinta' in marmo che si allungherà quasi fino all'angolo con via Tomacelli, davanti alle due chiese adiacenti al monumento.

    Travertino, vetro e intonaco sono i materiali prescelti per la realizzazaione che vedrà un ampio ingresso a gradoni, l'altare illuminato dalla luce del giorno e quindi il museo, dove troveranno sistemazione gli oltre 600 reperti archeologici ritrovati on questo luogo. E' previsto anche un piano sottostante, per ospitare un auditorium con una capienza di circa 200 posti. Inalterata, invece, rimarrà l'iscrizione laterale in latino che recita "Res Gestae Augusti."

    Artefice del progetto, presentato quest'estate in Campidoglio, è Richard Meier, 61 anni, nazionalità americana, di professone architetto. E' specializzato in sedi museali e le sue credenziali sono prestigiose: sta costruendo il Getty Center di Los Angeles, ha progettato il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, il Museo delle Arti di Francoforte e quello di Atlanta. Insomma lavora sulle due sponde dell'Oceano e ha tutte le carte in regola, tanto che il Vaticano gli ha affidato la costruzione della nuova Chiesa per il Giubileo nella periferia romana, a Tor Tre Teste.

    Se l'intento della ristrutturazione è quello di rivitalizzare uno spazio importante del centro storico, il costo previsto per l'intera operazione è di circa 21 miliardi, da reperire attraverso sponsor nazionali e internazionali che intendano unire il proprio marchio ad uno dei più suggestivi simboli della Roma imperiale. Al progetto di massima presentato di recente, ne seguità uno definitivo entro l'anno, mentre per quello esecutivo si dovrà attendere la metà del 1997. Quindi partirà il bando della gara europea per l'appalto dei lavori, che devono essere conclusi, secondo i tempi stabiliti, entro la fine del 1999.

    Francesco Rutelli è apparso soddisfatto: "Un luogo oggi emarginato e mal organizzato si ripropone come un'intelligente, sobria e felice operazione di riscatto nel cuore antico della città," afferma il sindaco. E poi c'è chi dice che a Roma non si riesce mai a construire niente...Le malelingue hanno di che discutere.

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