ITALIC INSTITUTE OF AMERICA

DA DIFFONDERE A PARTIRE DAL 6 GENNAIO 2003

 

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a Rosario Iaconis, One Holland Avenue, Floral Park, NY 11001, 516.488.7400, fax 516.488.4889, Email: ItalicOne@ aol.com

 

PER L’AMMINISTRAZIONE BUSH

GLI ITALO-AMERICANI SONO ANCORA FERMI AD ELLIS ISLAND

 

Il processo selettivo della Casa Bianca per decidere chi saranno i futuri giudici della Corte Suprema, secondo quanto riportato dal NY Times*, “limita ingiustamente” l’accesso agli americani di origine italiana. Sembra che alcuni esponenti di rilievo dello staff presidenziale non considerino gli italo-americani parte della cultura dominante, ma piuttosto come un gruppo etnico che va soggetto quindi ad un sistema di quote. Secondo quanto riportato dal corrispondente del NY Times, Neil Lewis, la ragione principale per cui il candidato giudice Samuel A. Alito Jr. è stato eliminato ha a che fare con il fatto che c’è “già un italo-americano nella Corte Suprema, il giudice Antonin Scalia.”

 

Il portavoce dell’Istituto nel Midwest, Bill Dal Cerro, ha dichiarato che “risulta piuttosto scioccante che i detentori del potere a Washington considerino gli Americani di origine italiana ancora cittadini di ‘seconda classe’. Decenni di film sulla mafia e ora I Sopranos evidentemente hanno dato all’amministrazione Bush l’impressione sbagliata su quanto siamo ‘Americani’. I nostri cognomi non dovrebbero far scattare degli allarmi, soprattutto dopo 500 anni di presenza su questo continente e dopo generazioni di sacrifici militari e matrimoni misti. Dovremmo essere giudicati sulla base dei nostri meriti, non classificati per una vocale alla fine del nostro nome”. Dal Cerro inoltre si è chiesto “Questa ‘Dottrina Bush’ si applica anche al governo ed alle altre nomine presidenziali?"

 

John Mancini, Presidente del CdA dell’Italic Institute of America, ha aggiunto “etichettare gli italo-americani come ‘gruppo etnico’ per limitare il loro accesso agli alti ranghi allo scopo di portare avanti una qualche strategia politica, è chiaramente una forma di discriminazione. Perché gli Irlandesi, i Tedeschi e gli Ebrei americani non sono più considerati un ‘gruppo etnico’? Questi buoni cittadini americani celebrano ancora, che io sappia, il ‘St Paddy's Day’, il ‘von Steuben Day’ e il ‘Salute to Israel Day’, gustano i propri cibi etnici e celebrano la propria cultura. Al momento sembra che ci siano due giudici ebrei, due o più con un cognome irlandese e due con cognomi nord-europei. Crollerebbe lo Stato repubblicano se ci fossero due cognomi italiani nella Corte Suprema?”

 

Il Direttore delle Comunicazioni per l’Istituto, Rosario A. Iaconis, ha fatto notare l’ironia della politica di Bush: “A chi nell’amministrazione toccherà spiegare agli italo-americani repubblicani che il Presidente Bush si oppone all’“affirmative action”, mentre invece appoggia un sistema di quote restrittivo per i figli d’Italia?” Iaconis continua “il giudice Alito deve essere escluso solo perché Scalia è già presente e potrebbe essere nominato Giudice capo?

L’articolo del NY Times non ha parlato di limitazioni simili da parte dello staff di Bush nei confronti di candidati che potrebbero essere apparentati etnicamente con gli attuali componenti irlandesi, nord-europei, africani ed ebrei della Corte Suprema. Il Presidente dell’Istituto, Don Fiore si è detto sorpreso del fatto che componenti dello staff presidenziale abbiano parlato specificamente di una discriminazione nei confronti di un candidato di origine italiana “Il commento si può tradurre in ‘un italiano è più che abbastanza’ ed è un’indicazione raccapricciante del fatto che nel mondo politico non è assente quel disprezzo che quotidianamente il mondo dello spettacolo rovescia sugli italo-americani.

L’Istituto chiede al Presidente Bush di sconfessare pubblicamente questa politica discriminatoria e di spiegare le ragioni di questo ritorno ad un atteggiamento nativista nel XXI secolo.

Fondato a New York nel 1987, l’Italic Institute of America è un’organizzazione senza scopo di lucro a fini educativi che studia e pubblicizza i contributi dell’Italia antica e moderna nella società contemporanea degli Stati Uniti e del mondo intero.

 * Pagina 1, Venerdì 27 dicembre 2002 (“Expecting a Vacancy, Bush Aides Weigh Supreme Court Contenders”).


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