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I cognomi italiani non arrivano all’apice negli USA

 

New York - I ricercatori dell'Italic Institute of America hanno concluso che un cognome italiano è apparentemente un impedimento per il raggiungimento delle alte sfere nella società americana. Il problema centrale non è la ricchezza, ma il fatto che evidentemente il numero di cognomi italiani nei centri di potere della nazione è molto lontano dalla proporzione che ci si aspetterebbe in una società assimilata. La capacità di essere nominato o scelto per posizioni di potere può essere seriamente ostacolata da un cognome italiano. Al contrario, i cognomi italiani abbondano "tra i quadri intermedi“ in tutta la società, dove cioè il rendimento del lavoro conta di più.

Lo studio, intitolato Rapporto Gianelli-Cardillo, è dedicato al personaggio del vice Presidente (Vincent  Gianelli) degli Stati Uniti nel romanzo del 1962 Sette giorni in maggio (Seven Days in May). Il riferimento a Gianelli intende mostrare come negli Anni 60 gli ItaloAmericani fossero considerati una potente forza politica. La realtà invece ora mostra che l’assimilazione e l’inarrestabile diffamazione da parte dei mezzi di stampa fin dal famoso Il caso Valachi (Valachi Hearings) del 1963 e la serie di film Il Padrino (The Godfather) del 1972, ha ormai annullato qualsiasi vantaggio etnico.

Malgrado un articolo di copertina del New York Times Magazine che prediceva un futuro per gli ItaloAmericani in cui essi avrebbero “raccolto i frutti del proprio lavoro”, l'ultima importante nomina politica è stata nel 1986, quando il presidente Reagan ha scelto Antonin Scalia come Giudice di Corte Suprema. La turbolenta campagna elettorale di Geraldine Ferraro per la vice presidenza degli Stati Uniti nel 1992 è stata il momento di svolta per le aspettative politiche ItaloAmericane, poiché quello fu l'ultimo tentativo di sfondare la barriera politica.

Fra i "centri di potere" identificati dal nostro Istituto troviamo i quadri delle aziende Fortune 500, i dirigenti dei mass media nazionali, i leader nel governo federale, i Governatori degli Stati, i Sindaci delle 50 città più importanti, la gerarchia della Chiesa Cattolica Romana, gli alti ranghi militari ed i professori universitari. Abbiamo esaminato questi settori per determinare la percentuale dei cognomi italiani in confronto alla popolazione ItaloAmericana (fra il 6 e il 7 per cento). Nel caso della Chiesa, gli ItaloAmericani compongono circa il 26 per cento della popolazione cattolica totale ma rappresentano soltanto il 8 per cento delle alte sfere della Chiesa.

Abbiamo scoperto che, anche se i cognomi italiani raggiungono il 15 per cento tra gli alti dirigenti nelle aziende Fortune 500, tra i dirigenti di livello intermedio la percentuale è solo del 3, per cento, il che indica la mancanza di un effetto di favoritismo verso il basso.

Nel governo non ci sono attualmente governatori o vice governatori con cognomi italiani in tutta la nazione e c’è soltanto un sindaco (Thomas Menino di Boston) tra le 50 città più grandi.

Società quali Bank of America e Planters Peanuts, che sono state fondate da ItaloAmericani, ora non hanno più alcun ItaloAmericano nei loro consigli direttivi. Anche aziende di alta visibilità che promuovono prodotti culturali italiani quali la catena di ristoranti Olive Garden e Domino’s pizza non hanno quadri dai cognomi italiani.

Una copia dello studio completo è disponibile gratuitamente per i mass media. Per quanti altri fossero interessati, il costo è di $15.

Email: ItalicOne @ aol.com

Italic Institute of America

PO Box 818

Floral Park, NY 11001

USA

 


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